
Mina, sulla Stampa di oggi, commenta un fatto accaduto a Siracusa: un genitore ed un alunno hanno picchiato un insegnante a causa di un brutto voto. Mina dice cose corrette nella maniera giusta. La scuola riflette la società: non è colpa del figlio che non studia, se prende 4, ma è colpa dell’insegnante che non lo aiuta. Cerchiamo sempre di attribuire responsabilità vicine o lontane ma comunque diverse da noi: siamo diventati abilissimi in questo.
Mi piace aggiungere una cosa appena sfiorata da Mina: si è fatto strada in questi anni il concetto che ognuno abbia necessariamente il diritto di dire la sua su qualsiasi argomento. La concezione si è tanto diffusa da diventare un’istanza dei medici omeopati verso la Legge, avverso Piero Angela: quest’ultimo, dicevano gli omeopati, ha pubblicamente detto che l’omeopatia non ha nessuna prova scientificamente apprezzabile in favore del suo funzionamento, anzi, nelle soluzioni omeopatiche spesso non c’è nulla, e tutto questo senza contraddittorio. Ecco, appunto: non c’è contraddittorio nella scienza, c’è la dimostrazione. Ad oggi, con quello che sappiamo e che ci consente di far funzionare i processi chimici industriali, l’omeopatia non ha consistenza scientifica. Non è una opinione: è una verità scientifica. Insomma, rassegnamoci, la scienza non è trattabile, come la politica o come le opinioni diffuse nei programmi televisivi pomeridiani. Se si afferma che non si può scendere al di sotto dei -273° C (zero assoluto) c’è il suo bel motivo. Se uno dice di saper raggiungere i -300° mente. Perché? Chiedetevelo. Se non lo sapete scrivetemi che ve lo dico. Ma la scienza è metodo, studio, applicazione. Non, certamente, libera disquisizione basata su impressioni personali. Occorre quindi construirsi un portafoglio minimo di competenze per capire quello che ci propinano pubblicitari o politici e ragionarci sopra. Parimenti si possono sostenere gli stessi limiti di discutibilità in altri ambiti: un nazista non ha diritto di parlare, perché la democrazia (pur con tutti i suoi limiti) è meglio del nazismo. O no?
Mi piace aggiungere una cosa appena sfiorata da Mina: si è fatto strada in questi anni il concetto che ognuno abbia necessariamente il diritto di dire la sua su qualsiasi argomento. La concezione si è tanto diffusa da diventare un’istanza dei medici omeopati verso la Legge, avverso Piero Angela: quest’ultimo, dicevano gli omeopati, ha pubblicamente detto che l’omeopatia non ha nessuna prova scientificamente apprezzabile in favore del suo funzionamento, anzi, nelle soluzioni omeopatiche spesso non c’è nulla, e tutto questo senza contraddittorio. Ecco, appunto: non c’è contraddittorio nella scienza, c’è la dimostrazione. Ad oggi, con quello che sappiamo e che ci consente di far funzionare i processi chimici industriali, l’omeopatia non ha consistenza scientifica. Non è una opinione: è una verità scientifica. Insomma, rassegnamoci, la scienza non è trattabile, come la politica o come le opinioni diffuse nei programmi televisivi pomeridiani. Se si afferma che non si può scendere al di sotto dei -273° C (zero assoluto) c’è il suo bel motivo. Se uno dice di saper raggiungere i -300° mente. Perché? Chiedetevelo. Se non lo sapete scrivetemi che ve lo dico. Ma la scienza è metodo, studio, applicazione. Non, certamente, libera disquisizione basata su impressioni personali. Occorre quindi construirsi un portafoglio minimo di competenze per capire quello che ci propinano pubblicitari o politici e ragionarci sopra. Parimenti si possono sostenere gli stessi limiti di discutibilità in altri ambiti: un nazista non ha diritto di parlare, perché la democrazia (pur con tutti i suoi limiti) è meglio del nazismo. O no?
1 commento:
Attenzione, però, a non fermarsi alla sola scienza! In tutti i campi - politica, fede, economia, storia, geografia, sport, etc... - non è possibile esprimere solo opinioni personali!! Ci vuole competenza: uno può esprimere la sua idea se è motivata su delle basi di competenza, inerenti al campo di cui discute. Tra opinione e verità (per quanto questa sia opinabile, anche a volte nelle scienze empiriche) c'è una bella differenza, e lo sapevano già gli antichi greci. Oggi preavle una falsa idea di democrazia, quella che passa per la TV e i televoti, quella per cui l'unico fondamento di un convincimento è la propria individuale idea. Insomma, basta che io sia convinto che esistono gli angeli, e che ogni tanto si fermino sulla capocchia di uno spillo, perchè questa sia verità... ma scherziamo? Qual'è la società che sopravvive senza un senso comune (che non vuol dire banale, ma condiviso da più o meno tutti), senza un insieme di contenuti condivisi su cui basare dei giudizi motivati? Se dico che l'acqua scorre dal mare alle sorgenti, cosa dico? ma se io la penso così, è lecito dirmi che sbaglio? Tra questa affermazione evidente e tutte le affermazioni che posso fare, non c'è differenza. Quando si esprime un parere, un giudizio (e basta con queste opinioni!!), biosgna avere tempo per PENSARLO, documentarsi, leggere, approfondire. Provate a rispondere a questa semplice domanda: cos'è la libertà? Trovereste tantissime risposte, date nei millenni da filosofi, teologi, scienziati, politici, etc... Qual è la vostra, anche solo tra quelle che già sono state dette? Ci vorrebbe tempo, se volessimo dare davvero un parere fondato. Se poi basta un'opinione, allora va bene anche quello che dice uno dei tanti "tronisti" che popolano TV e giornali scandalisitici...
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