
A Plodio c'erano un padre e una madre disperati: un loro giovane figlio se n'era andato per sempre. A Plodio c'è gente abituata a risolvere problemi, gente pratica, poco propensa ai discorsi vaniloquenti, agli sbrodolamenti verbali. A Plodio i due genitori, con tante altre persone, si sono chieste come potevano usare il dolore. A Plodio si sono risposti con semplicità che il dolore serve, deve servire a qualcosa. Anche il mulo, su per la salita, carico di legna, sa che il male che sente alle zampe, al dorso, è un dolore che è un segnale e insieme uno stimolo: vuol dire "coraggio, la cima è vicina, pochi passi e ti toglierai quel peso". Il dolore serve, ecco a cosa: a costruire qualcosa per il bene degli altri, serve da stimolo per agire di fronte a qualcosa che (a pensarci bene) ci fa paura, di fronte ad un problema che non sappiamo risolvere, decifrare, un nodo che non sapremmo slegare.
Il dolore, in questi casi, diventa la benzina (perchè come questo liquido è un dolore che avvampa) di una serie di azioni. I genitori di Luca, insieme ad altri amici, hanno già costruito una scuola e restaurato una maternità in Costa d'Avorio. Ora intraprendono la via delle adozioni internazionali a distanza.
Io li ho visti: sono persone sobrie, miti, tranquille, eppure energiche della stessa energia dei vecchi montanari. Nelle riunioni serali gli uomini hanno negli occhi tutta la stanchezza di un giorno di lavoro. Le donne sono tutte solide, materne, dure e sorridenti come le donne russe descritte da Primo Levi o da Rigoni Stern. Decidono, discutono, deliberano. E non un centesimo, non un pensiero, non un'azione, per quanto piccola, è fatta e dimensionata se non in funzione dell'aiuto che possono dare ad un nuovo amico africano.
1 commento:
E' triste perdere un proprio caro,
e Luca sarà sempre con noi tutti...
Recentemente ho perso mio padre. Dolore e tristezza si mischiano alla rabbia dovuta all'impotenza di non poter fare nulla contro mali incurabili che portano via un tuo caro, ti lasciano vuoto dentro e trasparente fuori, ma con un peso enorme. Il senso della vita che srotola tappeti multiformi di dolore, macchiati da gocce di lacrime, restano li indelebili lasciando un ricordo di quello che non hai più.
Mi manca il suo sguardo, mi mancano le sue parole buone, mi manca quel suo sorridere alla vita che non ti sorride più, mi manca quel suo altruismo, quel suo "tutto bene anche se bene non é"...Rimane di lui solo un grido di silenzio assordante, che non smetterò mai di sentire...
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