giovedì 29 marzo 2007



"Perchè non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici" di PG Odifreddi, Longanesi, 2007.
(Sono a buon punto: non l’ho ancora finito)
Ho trovato questo libro particolarmente interessante. Si tratta di una disamina scientifica, storica, filologica dei testi della religione cristiana in genere, delle affermazioni dei diversi sedicenti titolari, del vaglio logico delle affermazioni contenute nelle espressioni diverse dichiarate e contenute nella bibbia, nei vari scritti dei dottori della chiesa, nelle encicliche, nelle bolle papali.
Tutti questi argomenti, posti sotto la lente della logica, scricchiolano e, molto di sovente, si disfano. E’ quindi un ottimo esercizio per le persone che vogliono mettere alla prova il loro senso critico, la loro fede (se ce l’hanno), la loro capacità di sopportare delle novità inattese…
Non voglio tessere le lodi del matematico impertinente: altri lo faranno meglio di me. Io qui dico che il libro, nel suo insieme, un po’ mi ha deluso: Odifreddi è un ottimo "giornalista", nel senso di divulgatore scintifico-matematico. Rende benissimo quando scrive "corto", entro le poche pagine: fulmineo, coerente, economico, piacevolmente ironico. Quando è chiamato a scrivere testi monografici documentatissimi come questo diventa un pochino (un pochino, neh! Bada bene!) pedante, accademico. Non che per confutare certe tesi non si possa essere meno che scientifici, però vedrei bene (per le prossime opere del genere) una collaborazione con un giornalista o uno scrittore di consumate capacità narrative (come dire, un Eco, piuttosto che un Camilleri, tanto per dire…).
Naturalmente ho torto: le classifiche di vendita dimostrano il contrario.

La delusione cocente arriva dai cattolici: non ho letto o sentito nessuno che abbia criticato il libro di Odifreddi con l’intelligenza che merita. Tanto gli amici cattolici, che si limitano a dare del "superficiale", del "limitato"; quanto insigni figure come il priore di Bose, Bianco, che dalle colonne della Stampa ha detto poco, da disgustato, ma senza motivare dove Odifreddi sbaglia.
Il fatto è che Odifreddi non sbaglia. Il fatto è che non c’è un passo che sia facilmente attaccabile: il matematico in questione è corretto, sagace, attento. Cita i passi biblici, le encicliche, il catechismo. Diciamocelo: ci sono pochissimi cattolici che hanno letto tanto bene tutti i testi religiosi che ha letto il nostro. Questo è da imparare: prima di parlare ci si documenta per bene. Sennò si tace!
Non si può "battere" Odifreddi sul suo campo. Mi aspettavo che un qualche oscuro prete (piuttosto che un serafico francescano) riuscisse a dire un motto, una frase ad effetto che facesse presa sulla gente, più dei piagnistei dei conservatori che denunciano la mancanza di rispetto o chissà quali altri sdegnosi falli.
Io sono cresciuto ed educato nel cattolicesimo. Leggere un libro come quello di Odifreddi è per me sconvolgente, mi fa ragionare su molte cose. Non ho, da parte degli uomini di chiesa, nessuna risposta. La logica, il raziocinio e la scienza mi stanno aiutando molto di più di una novena o di una lettura dei vangeli nel darmi una spiegazione, una descrizione della realtà.
Se dovessi, da cattolico, pensare ad una risposta a Odifreddi, gli direi le parole di don Pollano, vecchio prete-filosofo, conosciuto nel Monregalese: "Gli atei hanno proprio ragione. Ma hanno talmente ragione che hanno solo quello…".

2 commenti:

Unknown ha detto...

C'è una trasmissione televisiva che non mi stanco mai di vedere. E' breve, troppo breve, ma ho il tempo di vederla durante la pausa pranzo. Conduttore, un noto e importante giornalista italiano, che considero un "signore" della televisione, sia per come si propone al pubblico nello studio (un'educazione esemplare e con capacità di interagire con gli spettatori), sia per come conduce e intervista gli ospiti, ogni giorno diversi per un tema mai scontato e a volte originalissimo. Sto parlando di Corrado Augias e il suo "Le storie", su Rai3 alle 12.40 da lunedì a venerdì.
Perché dico questo?
Perché il professor Odifreddi è uno degli ospiti più assidui della trasmissione e ha parlato proprio del suo libro nella puntata del 2 aprile. Questo il link al video, per approfondimenti: http://www.media.rai.it/mpmedia/0,,RaiTre-Lestorie%5E21720,00.html

Libri come "Il codice Da Vinci" hanno fatto riscoprire la voglia di risposte a certe scomode domande sulla veridicità di un "Credo" che ancora persiste, nonostante tutto.

E' logico che quando uno scienziato parla di religione, sia "di parte"... Il fatto stesso che in 2000 anni il "verbo" sia stato preso e riadattato secondo le esigenze clericali del momento è un dato di fatto...

Si discute sempre sull'origine di una religione, sul fatto che l'uomo abbia bisogno di credere in "qualcosa di superiore", sta a noi scegliere se prendere le scritture come oro colato o dare loro un significato di parabola, che abbia poco di storico o scientifico alla base. Ho ancora nelle orecchie una parte di sermone di un prete al Santuario di Vicoforte, quando ricordava che da bambino, con una coetanea, si contavano le costole, tanto per confutare l'origine di Eva...
E questo è tutto dire...

A Marenco ha detto...

Seguo sempre (quasi) anch'io Augias intorno alle 13,00. Peccato che duri così poco. E' sempre interessante.

Su Odifreddi: è stimolante. Ti obbliga a fare i conti con la realtà. Consiglio di vedere il suo sito su vialattea.net ci sono altri saggi da leggere assai piacevoli.

Se vi passa per le mani il libro di cui si sta parlando non mancate di vedere (verso il fondo) le questioni sul sitema economico della chiesa (quanto ci costa) e quel che è successo sui preti pedofili... E' anche triste.