E la trascrivo tale quale, perchè vale la pena.
...a pensarci bene un risultato, e bipartisan, lo hanno ottenuto (Berlusconi e
Veltroni)... Finalmente un parlamento senza socialisti e comunisti, ossia senza
espressioni critiche di dissenso (magari pure sbagliate, ci mancherebbe...) o
semplici "diversità"; il processo di omologazione, e quindi semplifcazione e
banalizzazione della rappresentanza politica direi che è a buon punto. Ciò che
è pericoloso è proprio questa mancanza di articolazione dei problemi e delle
soluzioni, perchè un paese non può essere fatto di due blocchi monolitici, o
sbaglio? E non può esserlo perchè è la realtà stessa a non permetterlo. Ma cosa
c'entra a questo punto la realtà, quando nemmeno abbiamo potuto scegliere un
uomo piuttosto che un altro? E siccome sono un nostalgico mi viene in mente
una frase di Rosa Luxemburg: "La libertà è sempre soltanto la libertà di chi la
pensa diversamente. Non per fanatismo di giustizia, ma perchè tutto quanto vi è
di istruttivo, di salutare, di purificatore nella libertà politica dipende da
questo principio, e perde la sua efficacia quando la libertà diventa un
privilegio" .
Sottoscrivo come se l'avessi scritto io, ma non ne sarei stato in grado...
M.A.
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11 commenti:
1) Non è detto che la "semplificazione" del quadro istituzionale necessariamente coincida con la "banalizzazione" e "l'omologazione" del quadro politico. Tutti i grandi partiti socialisti o socialdemocratici europei, ma anche quelli conservatori hanno al loro interno rappresentate le diverse anime della sinistra, da quelle più radicali a quelle che un tempo erano chiamate "miglioriste", ma riescono a produrre una sintesi e, cosa più importante, a tradurla in un progetto politico.
2)E' triste pensare che la sinistra perda alcune delle sue rappresentanze storiche, ma gli errori strategici e di prospettiva sono stati molti. Lunedì sera, commentando l'esito nefasto del voto, Bertinotti lamentava il fatto che senza di loro non fossero più rappresentate in parlamento le istanze degli operai e della parte più debole del paese, continuando a non accorgersi che quella parte di società di cui rivendica l'esclusiva rappresentanza, SI E' RIVOLTA ALTROVE!!! Non tanto al PD, ma in gran parte alla Lega (come dimostrano le analisi dei flussi elettorali), quindi la domanda è: chi o cosa rappresenta oggi quella sinistra? Rappresenta ancora un blocco sociale come pensa o rappresenta solo se stessa?
3) Personaggi come Giordano, Diliberto, Pecoraro Scanio e Bertinotti hanno vissuto gli ultimi 15 anni sfruttando posizioni di rendita, sull'onda lunga dei nostalgici di parole d'ordine stantie, svuotate del loro significato e soprattutto inadatte a rispondere alle problematiche del 2008, infinitamente diverse da quelle del 1978.
4) Vi sembra normale che Giordano, Diliberto, Pecoraro Scanio e Bertinotti potessero essere allo stesso tempo forza di governo e di opposizione? La schizzofrenia di votare a favore della base di Vicenza ed allo stesso tempo essere in piazza a protestarci contro è evidente e così è stato sulla TAV, sull'accordo sul welfare, su una quantità impressionante di provvedimenti (giusti o sbagliati che fossero) ed è un'atteggiamento che inevitabilmente paghi e paghi caro.
5) Soprattutto basta pensare che la colpa sia degli altri: della massificazione, della televisione, del mercato, dei compagni che tradiscono; non ci hanno capito, la società non è pronta, quello mi ha guardato storto, gli altri sono brutti e cattivi.
BASTA, PER FAVORE!!!
Ma l'intervento non aveva una dimensione tanto politica.
Il senso è quello che si è perso (condivisibile o meno), è un'analisi dall'alto, da sopra, migliore per questo rispetto alle descrizioni del panorama immediato e dal basso. Non so se mi sono spiegato.
Non è tanto la questione dei flussi di voto, le cose che dici, caro Pampi, sono pure condivisibili, salvo il fatto di definire stantie certe tematiche che non sono state trasformate in ATTI.
E' un fatto l'aumento della spesa militare da 20 a 22 miliardi di euro durante il governo di sinistra.
Possibile?
C'è chi è uscito dalla sinistra di governo.
A presto
L'aumento delle spese militari è un dato di per se un po' freddo, occorrerebbe vedere anche come sono stati spesi questi soldi: è meglio finanziare una guerra assurda in Iraq o una "vera" missione di pace in Libano?
Politica in materia di difesa del governo Prodi
Costruzione del caccia F-35 Joint Strike Fighter. Se ne costruiranno oltre 4.500 esemplari al prezzo di 45 milioni di euro cadauno
Visita in Cina del Presidente Prodi per fine all’embargo europeo e italiano per la vendita di armi al colosso cinese, stessa operazione fatta dal governo Berlusconi;
Articolo 113, finanziaria 2007, istituisce “un fondo per le esigenze di investimento della difesa” cioè per la ricerca militare. Si tratta per i prossimi tre anni di qualcosa come quattro miliardi e mezzo di euro.
La decisione di ampliare la base americana di Vicenza (aeroporto Dal Molin)
Conferma della missione Militare in Afghanistan ed utilizzo di “mercenari” per scortare le azioni civili in Iraq.
Il rafforzamento delle basi militari americane e Nato, soprattutto nel Sud Italia, . La base di Sigonella (Sicilia) è in procinto di essere triplicata, per ospitare la principale base operativa per i nuovi micidiali velivoli senza pilota . Inoltre, Sigonella sta per ospitare uno dei due terminali terrestri del nuovo sistema di comunicazioni satellitari MUOS delle forze armate statunitensi. Napoli diventa la nuova sede del Supremo Comando navale americano di pronto intervento che giocherà tramite il “Comando dell’Africa” (Afri-Com) un ruolo notevole per il controllo americano del continente nero.
Accordo quadro per fare entrare il nostro Paese sotto l’ombrello dello “Scudo” antimissile. Un accordo negato all’inizio dal governo e in un secondo tempo, ammesso. Così Italia e Polonia sono dentro il programma dello scudo antimissile mentre Grecia e Turchia non lo hanno accettato. Questo spacca ulteriormente l’Unione europea e riaccende la tensione con la Russia.
Tutto dal sito: http://www.entilocalipace.it
/documenti/06-Rapporto%
20Gov%20Prodi.doc
Non sarà oro colato, ma intanto aspettiamo le smentite e i ragionamenti corretti su tutta questa roba qui.
Sono l'autore della lettera: a parte il fatto che il mio vuole essere un discorso più generale e non tanto politico, vorrei che fosse chiaro che non basta eleggere un operaio della Thyessen oppure un ecologista per dirsi pluralisti; basta leggere il programma (anzi i programmi dei maggiori partiti, due) per vedere cosa c'è di plurale! Ma quello che è più imporante è che si è perso, secondo me, il senso della democrazia che non è unire e ridurre posizioni, ma dare spazio anche a quelle minori, più piccole. C'è libertà solo quando si è disposti a concederla a chi è diverso da noi prima che a noi stessi. In secondo luogo, io non rimpiango la sinistra dei Pecoraro, Diliberto etc.., ma solo sottolineo che la situazione del nostro parlamento rappresenta un processo di omologazione che c'è già all'interno della società! Io non ce l'ho con TV, stampa etc.., ma è evidente lo stato dell'informazione e della formazione nel nostro paese... Basta vedere come si parla apertamente di gay, coppie di fato, aborto, droghe, immigrazione, etc.. Il fatto poi che il lavoratore voti lega o PdL non cambia la sua situazione di salariato con mutuo da pagare e famiglia da mantenere. Può votare cosa vuole, ma oggettivamente lui è quello che è: se pensa di difendersi con l'esclusivismo leghista e l'egoismo individuale fa una scelta legittima ma sbagliata, sbagliata in quanto contingente, mentre dovrebbe PENSARE (è questa la parolina magica) in un'ottica un pò più ampia...Infine, la colpa non è degli altri, certo, ma io esercito un mio diritto di critica e sono convinto che se su 100 persone 90 vogliono fare roghi di libri, sono loro che sbagliano e non io. Perchè ci sia democrazia ci vuole cultura, sapere, informazione, scelte etiche motivate... Basta va detto all'autoreferenzialismo dei più ("vale perchè lo dico io"... ma su quali basi non sembra interessante dirlo...)
E poi, sul passato: non tutto ciò che è vecchio è sbagliato, lo sarebbero Confucio, Cristo, Adam Smith, Carlo Marx, Max Weber, John Kennedy... Sfruttamneto, libertà, miseria, dignità, verità, giustiza non sono ne vecchi ne nuovi: sono questioni sempre attuali, sono le risposte che gli diamo che vanno aggiornate.
"...non tutto ciò che è vecchio è sbagliato......non sono ne vecchi ne nuovi: sono questioni sempre attuali, sono le risposte che gli diamo che vanno aggiornate."
Vorrei partire da qui. Quando parlo di parole d'ordine stantie intendo, probabilmente spiegandomi male, esattamente questo: non sono ovviamente le questioni a non essere attuali, ma le risposte e le interpretazioni che ad esse si danno. Mi sono iscritto al PDS nel 1994, per rispondere (nel mio piccolo) alla vittoria di Berlusconi cosa non molto semplice considerando che vivo a Mondovì, città storicamente feudo di Raffaele Costa (nel '94 fu il più votato d'Italia con il 67% delle preferenze) ed ho seguito l'evoluzione del partito fino al PD; ho fatto anche sindacato, nella FIOM, facendo parte del Direttivo Provinciale. In entrambe le esperienze mi sono dovuto confrontare con esponenti della "sinistra più a sinistra che c'è" molto più preoccupati di valutare il tuo pedigree di uomo di sinistra che non stare ad ascoltare quello che hai da dire. Persone, magari molto in gamba, ma assolutamente chiuse nelle loro verità, senza se e senza ma ed ho sempre pensato che fosse un'atteggiamento non produttivo e suicida. Non voglio un mondo "senza se e senza ma", lo preferisco con un sacco di "ma anche", perchè per ogni "ma anche" c'è un po' di libertà concessa "a chi è diverso da noi prima che a noi stessi".
Sul diritto di critica concordo in toto con km, ho vissuto gran parte dei miei 42 anni controcorrente e penso che continuerò a farlo, anche se non penso che il nostro parlamento rappresenti il processo di omologazione in atto nella società: non è detto che perchè non c'è più la parola SINISTRA nelle varie sigle, i principi e le idee di sinistra non vi siano più rappresentati.
Questa l'ho scritta off-line, prima della ultima risposta di Pampi.
La questione che credo inedita, rispetto al passato, è che gli intellettuali sono chiamati sempre più spesso a dire cose ovvie, pleonastiche. E così facendo talvolta si riducono al gioco della nuova destra. Lo schema è questo: l’intelletuale ricorda le stragi fasciste, l’esponente politico ribatte che allora ci vogliamo dimenticare di cosa è stato il comunismo, stalin, pol pot? L’intellettuale deve, a questo punto, sciorinare i distinguo, le precisazioni, le descrizioni storiche che dovrebbero essere da seconda media… E ci fa la figura del capzioso, cavilloso, distorto, perverso.
Sarà possibile oltre a tutti questi spunti, tanto di Pampi che di KM, provare a fare qualche previsione?
In materia economica prevedo (e l’ho già scritto) un allargamento della forbice: ricchi-ricchi e poverissimi.
Curiosamente i poverissimi avranno perso del tutto l’ambizione a cercare la propria dignità (sto parlando di masse, di maggioranza, sto generalizzando), o coscienza di classe… I media ci diranno a cosa aspirare, per cui le nostre classi sociali aspireranno AL MASSIMO a vincere la lotteria.
Sul PENSARE: avremo sempre più l’illusione di avere una opinione individuale, invece sarà quella comune.
Se non sarà comune allora sarà immorale, per cui bisognerà vergognarsene.
La mancanza di rappresentatività parlamentare di alcuni partiti di sinistra: io immagino che agevoli la formazione di gruppi extraparlamentari, alcuni dei quali violenti. Naturalmente non hanno speranza, ma questo, più terrorismo internazionale, più “clandestini assassini e delinquenti” faranno nascere uno stato di polizia abbastanza forte, con una fortissima percezione di libertà.
Il precariato sarà in aumento, i salari più bassi. Le uniche imprese a generare reddito saranno quelle legate alle grandi opere pubbliche e alla produzione di energia. Il resto resisterà solo se corroborato fortemente (e indirettamente) dallo Stato. La massa dei disuccupati integrali diminuirà.
La Resistenza sarà definita come un episodio marginale e pieno di ombre della seconda guerra mondiale.
I partiti comunisti verranno sempre più paragonati con il partito fascista, almeno fino al sorpasso, fino al giorno in cui la massa sarà finalmente convinta che si, il PCI (e affini) “hanno fatto molti più danni, mangiato molti più soldi, raccontato molte più balle” che il PNF.
Lati positivi? Beh, se uno ha il suo lavoro non avrà modo di preoccuparsi…
“…E io contavo i denti ai francobolli
Dicevo “grazie a Dio” “Buon Natale”
Mi sentivo normale…”
Ciau
Spero veramente che le tue previsioni non si avverino, anche se sono molto, molto verosimili. La mancanza o comunque la percezione di una mancanza di futuro è enorme fra i giovani e i meno giovani e porta già oggi a pensare che non sarà mai il lavoro e l'impegno a garntirti un futuro, ma solo la lotteria od il grande fratello o qualunque altra cazzata del genere. Gli effetti nefasti di 20 anni di TV commerciale si fanno vedere e secondo me determinano attraverso la distorsione della percezione della realtà anche l'esito delle elezioni. E' una battaglia culturale, prima ancora che politica, impari quella da combattere per avere un futuro.
Faccio una diversione che apparentemente non centra nulla: conosci Giannino Balbis "assistente presso la cattedra di Storia Medievale dell'Università di Genova tra il 1972 e il 1981, docente di liceo Classico a Carcare dal 1981 al 2005, docente alla SSIS di genova dal 2002 al 2005"? Dal suo profilo ho poensato che lo potessi conoscere. Comunque questo signore ha scritto una trilogia di Tragedie Moderne, rappresentate dal teatro degli Affossati di Mondovì (ho appena visto la seconda)che sono un contributo importante all'interpretazione delle contraddizioni dell'uomo moderno e che si legano molto bene alle previsioni tragiche che hai enunciato.
P.S. Quando ne parliamo io, te e km davanti ad un buon bicchiere di rosso?
Si, la tv commerciale ha le sue responsabilità, ma non è una questione solo italica. L'apertura sui mercati orientali seguiti al crollo del muro ha evidenziato ancora una volta le debolezze del libero mercato. In Italia si sono evidenziati ancora una volta i limiti della democrazia...
Balbis? Certo. In VB è il più autorevole rappresentante della cultura umanistica (insieme a Km, che però è ancor giovine, e a Carmelo Prestipino, dell'ist. int. Studi Liguri).
Pensa che non sapevo neppure avesse questa produzione.
Io, te e Km? Con una bottiglia? why not? come disse quel magistrato...
Durante l'estate troveremo una serata adatta, intima, tetatet...
A presto
Km, che ne dici?
Lascio 2 considerazioni non so se a tema.Vedo già la scena: 3 avvinazzati che credono di cambiare il mondo (come nella canzone di Gino Paoli).
Parto dalla richiesta di sfilata dei reduci di salò a Cuneo. E' una cosa indegna già la richiesta figuriamoci il volerla fare veramente. La Stampa ha titolato "I reduci di Salò rinunciano al corteo". Ma come rinunciano!!!Non rinunciano loro sono io, senza tante spiegazioni, ad impedirgli di farla e a troncare certe idee nel presente e nel futuro. Alle cosidette nuove generazioni posso spiegarlo ma agli altri non dò giustificazioni perché la STORIA è lì a testimoniare tutto.
Ultime righe sull'aspetto politico dove mi trovo d'accordo con Marenco.
Lavoro come impiegato in una grossa azienda metalmeccanica. Il giorno dopo le elezioni vedo felicissimo il titolare, che non ha mai nascosto le proprie simpatie, e, allo stesso tempo, raggianti parecchi operai, gente che esce dal turno letteralmente con la tuta nera. E allora lì non capisco più niente e mi incazzo. Ma come, votate la stessa persona a rappresentarvi!!!
Uguale la contraddizione nelle liste di Veltroni dove fianco a fianco stavano l'operaio della Thyssen e Colaninno.
No, proprio c'è qualcosa che non va.
F.
Di fatto quando uno beve cambia la percezione del mondo, per cui uno quando beve, non è che crede di cambiarlo, ma lo cambia davvero.
Buffonate a parte:
Si, il corteo dei reduci va impedito ad ogni costo, istituzionalmente. Come avrebbe dovuto fare il savoiardo con quelle camicie nere appostate intorno a Roma tanti anni fa.
Si, c'è qualcosa che non va. In questo e in altri ambiti. Ne parlavo con Km: appeso al muro tengo Pertini, poi sfilo coi neonazi e sorrido anche quando mi chiedono cosa sto facendo.
E' un supermercato: c'è di tutto, è tutto buono, niente si scarta, niente si butta.
Brutta strada...
Marenco
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