
Vale la pena riferire la trama? Per chi non lo sapesse Leonida è il boss di Sparta, la quale è una città-stato alla maniera dei vecchi ellenici. A Sparta sono tutti molto spartani, salvo che nell’estetica, la quale è molto curata… Ma questo è un altro discorso.
Si presenta un bel giorno un emissario di Serse, re dei re. Vorrebbe discutere la resa di Sparta ma si distrae e manca di rispetto. Morale: il re in persona lo catapulta giù da un pozzo. Leonida sa che non può, lui e la piccola Sparta, battere l’armata enorme di Serse, allora congegna di aspettarlo alle Termopili che sono (pare) una gola strettissima attraverso cui s’arriva in Grecia. Un piccolo esercito può valere quanto un grande esercito. Ma non si può muovere battaglia poiché gli Efuri (come dei Giulianoferrara, ma più socievoli) che traggono auspici e si sollazzano con le giovani fanciulle, dicono che non è il momento. Leonida raduna i 300 (giovani e forti, tipo Sapri) e parte lancia in resta verso le Termopili, non prima di aver dato motivo a un deforme fuori misura di desiderare la fine di Sparta e di progettarne relativo tradimento (dimostrando che il pregiudizio spartano sui nati deformi era pure corretto...).
Per via si uniscono agli ateniesi, brava gente ma poco irsuti. In ogni caso vanno al loro destino. Dopo un tot di sputizzamenti e sanguinamenti e decapitazioni e amputazioni varie Leonida incontra di persona Serse, gigantesco re-dio di Persia, ma l’incontro non ha buon seguito. Il deforme li tradisce rivelando un passaggio segreto. Non si sa come i greci vengono a sapere del tradimento, gli spartani restano fedeli alla consegna, gli ateniesi, col benestare degli spartani, stanno ai primi danni e si ritirano. Intanto a Sparta c’è chi maneggia per trattare nientemeno che la pace e nel frattempo si trastulla con la moglie di Leonida. Ma questa donna, forte e volitiva, uccide il marrano, svelando il tradimento (aveva preso denari da Serse per trattare la pace). Intanto alle Termopili Leonida manda un suo soldato a casa coi saluti da parte sua, che ha un impegno, che per un po’ non torna. Accoglie quindi Serse e i suoi orrendi soldati-mostri sorridendo e viene infine trafitto da un tot di frecce, raggiungendo l’aldilà da eroe, come s’era proposto. Lieto fine, quindi.
La critica: una bestialità pazzesca. Questo accade a trasferire di linguaggio una narrazione che dovrebbe al più essere orale riportata dai vecchi intorno al fuoco, in narrazione cinematografica, con incredibili effetti speciali. Gli spartani sono belli, alti, atletici, muscolosi e aitanti come certi modelli pieni di steroidi. Tutti col loro costumino very short: una bellezza! La moglie di Leonida è una bellezza puro lei. Ben pettinata e truccata come si deve. A ogni inquadratura cambiava orecchini. Gli ateniesi sono passabili (esteticamente) e si distinguono dai troiani solo per via del mascara che questi ultimi portano. I persiani sono tutti brutti, stupidi e cattivi. Si presentano a duello contro uno spartano, durante la battaglia, a braccia larghe, immobili, aspettando la spadonata e poi crollano al suolo miseramente.
Comunque per tutto il film gli spartani parlano della loro “nazione” (concetto che non esisteva, allora), del fatto di essere “uomini liberi” (che avevano un re), della patria, del dovere e dell’onore. Sembrava di essere ad un raduno degli amici di J. V. Borghese… Sparta, aiutata marginalmente da Atene, difendendo la Grecia difende tutto il mondo civile dall’attacco degli incivili persiani. Se uno mette USA al posto di Sparta, Europa al posto di Atene e Iraq al posto di Persia il gioco è fatto… (non per niente si tratta di una produz. americana) e in più il “traditore” è colui che tratta la pace…
Dispiace che molti giovani percepiscano così che la guerra è bella, eroica, giusta, sana, divertente, senza danni collaterali… Io per me, un film così lo vieterei ai minori.
Ah! Un’ultima cosa: ‘e basta con le scene d’addio in mezzo al campo di grano quasi maturo!! Ma se esce il contadino vedi come li fa filare quei tronfi pieni di steroidi!!
Si presenta un bel giorno un emissario di Serse, re dei re. Vorrebbe discutere la resa di Sparta ma si distrae e manca di rispetto. Morale: il re in persona lo catapulta giù da un pozzo. Leonida sa che non può, lui e la piccola Sparta, battere l’armata enorme di Serse, allora congegna di aspettarlo alle Termopili che sono (pare) una gola strettissima attraverso cui s’arriva in Grecia. Un piccolo esercito può valere quanto un grande esercito. Ma non si può muovere battaglia poiché gli Efuri (come dei Giulianoferrara, ma più socievoli) che traggono auspici e si sollazzano con le giovani fanciulle, dicono che non è il momento. Leonida raduna i 300 (giovani e forti, tipo Sapri) e parte lancia in resta verso le Termopili, non prima di aver dato motivo a un deforme fuori misura di desiderare la fine di Sparta e di progettarne relativo tradimento (dimostrando che il pregiudizio spartano sui nati deformi era pure corretto...).
Per via si uniscono agli ateniesi, brava gente ma poco irsuti. In ogni caso vanno al loro destino. Dopo un tot di sputizzamenti e sanguinamenti e decapitazioni e amputazioni varie Leonida incontra di persona Serse, gigantesco re-dio di Persia, ma l’incontro non ha buon seguito. Il deforme li tradisce rivelando un passaggio segreto. Non si sa come i greci vengono a sapere del tradimento, gli spartani restano fedeli alla consegna, gli ateniesi, col benestare degli spartani, stanno ai primi danni e si ritirano. Intanto a Sparta c’è chi maneggia per trattare nientemeno che la pace e nel frattempo si trastulla con la moglie di Leonida. Ma questa donna, forte e volitiva, uccide il marrano, svelando il tradimento (aveva preso denari da Serse per trattare la pace). Intanto alle Termopili Leonida manda un suo soldato a casa coi saluti da parte sua, che ha un impegno, che per un po’ non torna. Accoglie quindi Serse e i suoi orrendi soldati-mostri sorridendo e viene infine trafitto da un tot di frecce, raggiungendo l’aldilà da eroe, come s’era proposto. Lieto fine, quindi.
La critica: una bestialità pazzesca. Questo accade a trasferire di linguaggio una narrazione che dovrebbe al più essere orale riportata dai vecchi intorno al fuoco, in narrazione cinematografica, con incredibili effetti speciali. Gli spartani sono belli, alti, atletici, muscolosi e aitanti come certi modelli pieni di steroidi. Tutti col loro costumino very short: una bellezza! La moglie di Leonida è una bellezza puro lei. Ben pettinata e truccata come si deve. A ogni inquadratura cambiava orecchini. Gli ateniesi sono passabili (esteticamente) e si distinguono dai troiani solo per via del mascara che questi ultimi portano. I persiani sono tutti brutti, stupidi e cattivi. Si presentano a duello contro uno spartano, durante la battaglia, a braccia larghe, immobili, aspettando la spadonata e poi crollano al suolo miseramente.
Comunque per tutto il film gli spartani parlano della loro “nazione” (concetto che non esisteva, allora), del fatto di essere “uomini liberi” (che avevano un re), della patria, del dovere e dell’onore. Sembrava di essere ad un raduno degli amici di J. V. Borghese… Sparta, aiutata marginalmente da Atene, difendendo la Grecia difende tutto il mondo civile dall’attacco degli incivili persiani. Se uno mette USA al posto di Sparta, Europa al posto di Atene e Iraq al posto di Persia il gioco è fatto… (non per niente si tratta di una produz. americana) e in più il “traditore” è colui che tratta la pace…
Dispiace che molti giovani percepiscano così che la guerra è bella, eroica, giusta, sana, divertente, senza danni collaterali… Io per me, un film così lo vieterei ai minori.
Ah! Un’ultima cosa: ‘e basta con le scene d’addio in mezzo al campo di grano quasi maturo!! Ma se esce il contadino vedi come li fa filare quei tronfi pieni di steroidi!!
3 commenti:
Appena ho visto il trailer di questo film, mi sono chiesta cosa ci facessero gli orchi del Signore degli Anelli nella Grecia Antica... già da lì ho perso ogni interesse...
Il cinema americano ci ha abituato a trame deboli e insulse, celate da impressionanti effetti speciali, quasi che la storia fosse soltanto un pretesto per dare lo stipendio agli operatori della computer grafica!
Peccato che questo genere "tiri" mentre il cinema italiano, ben più creativo anche se con minori risorse, languisce. A questo proposito dovrebbe esserci in cantiere una proposta di legge per "mettere un tetto sulla distribuzione dei film americani in favore di una maggiore produzione e distribuzione delle pellicole nostrane" (fonte occhisulcinema.it). Forse potremmo evitare di sederci in poltrona ed assistere ad un ennesimo scempio!
Chiara, precisa e coincisa...
Ma scrivi bene, davvero!
Che aspetti...?
Lanciati, dico davvero!
C'è parecchia gente che crede nelle mie capacità... quasi quasi comincio a crederci anch'io! ;-)
grazie!
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